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Eixample
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L'mwjgEixample (in mwjwcatalano o mwkaEnsanche, "ampliamento" in mwkqspagnolo) è il mwkgsecondo distretto di Barcellona; occupa la parte centrale della città, in un'ampia zona di mwkw7,45 km² disegnata da mwlaIldefons Cerdà.

È il distretto più popolato di Barcellona, della mwlgCatalogna e di tutta la mwlwSpagna in termini assoluti (mwma262 485 abitanti), e il secondo in termini relativi (mwmq35586 ab./km²).

Nel distretto dell'Eixample si possono trovare alcune delle vie e delle piazze più conosciute di Barcellona, come il mwmwPasseig de Gràcia, la mwnaRambla de Catalunya, la mwnqPlaça Catalunya, la mwngAvinguda Diagonal, il mwnwCarrer Aragó, la mwoaGran Via de les Corts Catalanes, il mwoqCarrer Balmes, la Ronda de Sant Antoni, la Ronda de Sant Pere, il mwpaPasseig de Sant Joan, la Plaça de la Sagrada Família, la Plaça Gaudí, e ai suoi estremi, la mwpwPlaça de les Glòries Catalanes e la Plaça Francesc Macià.

Nell'Eixample si trovano numerosi punti d'interesse turistico e cittadino come la mwqgSagrada Família, la mwqwCasa Milà, la mwraCasa Batlló, il mwrqTeatre Nacional de Catalunya, l'mwrgAuditori, la mwrwmwsaplaza de toros mwsqLa Monumental, la mwsgCasa de les Punxes, e numerosi altri teatri, cinema, ristoranti e negozi.

Contents


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Quartieri

| Cartina dei Quartieri | Quartieri dell'Eixample |
|---|---|
| | Dreta de l'Eixample |
| | L'Antiga Esquerra de l'Eixample |
| | La Nova Esquerra de l'Eixample |
| | Fort Pienc |
| | Sagrada Família |
| | Sant Antoni |

Contesto storico

Fino agli inizi del mwagXIX secolo la città di Barcellona si sviluppava solamente all'interno delle mura di mwawepoca medievale. Il territorio a nord, verso le colline era una zona pressoché disabitata, una zona di transizione tra la città e i villaggi periferici, prevalentemente destinata alle coltivazioni e ai pascoli degli abitanti di Barcellona e del vicino villaggio di mwbaGràcia.

A partire dai primi decenni del XIX secolo, con lo sviluppo industriale e il conseguente boom demografico, le mura medievali cominciarono ad andare strette agli abitanti, che cominciarono a trasferirsi in zone che all'epoca erano municipi indipendenti e che oggi sono quartieri o distretti della città: mwbgSants, mwbwSarrià-Sant Gervasi, Gràcia, mwcaSant Andreu o mwcqSant Martí. La necessità di comunicare con queste zone diede origine a una serie di strade che oggi fanno parte della trama urbana. Tra queste è chiaramente riconoscibile l'attuale Passeig de Gràcia, che collega Barcellona con Gràcia e che durante quell'epoca fu non solo una via di comunicazione ma anche un vero e proprio luogo di incontro, passeggio e svago, nacquero ai lati della via giardini e zone di ritrovo utilizzate dagli abitanti di Barcellona e da quelli di Gràcia, arrivò a esistere una linea di trasporto trainata da cavalli, che precedette di molti anni gli attuali autobus.

La necessità di espansione e la nascita di un breve governo progressista, tra il mwcw1854 e il mwda1856 diede il via alla demolizione della antiche mura, aprendo così la strada che avrebbe portato alla mwdqBarcellona attuale.

I progetti di espansione

Nel mwea1855 il comune di Barcellona, pur non essendo intervenuto direttamente nel progetto, approva il progetto di espansione di mweqIldefons Cerdà. Il progetto prevedeva una città giardino con grandi spazi aperti, con edifici di solo tre piani molto distanti da loro, separati da grandi viali tutti uguali che non prevedevano differenze tra le varie classi sociali.

Per tutte queste ragioni la borghesia di Barcellona si oppose al progetto, considerandolo uno spreco di terreno, esisteva un chiaro conflitto d'interessi tra le due parti. Le proteste e la grande influenza politica della borghesia bloccarono il progetto già approvato.

Vista la reale necessità di elaborare un progetto che permettesse l'espansione della città, il municipio convocò nel mwfa1859 un concorso di progetti urbanistici, che risultò vinto dal progetto dell'architetto mwfqAntoni Rovira i Trias. Il progetto era naturalmente più vicino alle pretese della borghesia: le strade erano larghe solo 12 metri, gli edifici potevano oltrepassare le altezze imposte da Cerdà, esisteva una netta divisione tra le classi sociali e gli edifici presentavano una più alta densità abitativa.

Dopo l'approvazione del progetto di Rovira i Trias nel mwfw1860, il governo centrale di mwgaMadrid impose tramite un decreto reale il progetto di Ildefons Cerdà, non senza le proteste della popolazione. I lavori cominciarono quasi immediatamente ma, probabilmente a causa delle forti pressioni, lo stesso Cerdà nel mwgq1863 ritoccò il suo progetto aumentando le superfici edificabili.

Nonostante la popolazione di Barcellona si sia opposta al progetto, e nonostante il risultato finale che conosciamo oggi abbia sofferto numerose modifiche rispetto al progetto originale di Cerdà, oggi nessuno più mette in dubbio che il progetto imposto per decreto fosse migliore di quello approvato o di qualsiasi altri presentato al concorso.

L'ideologia del progetto Cerdà

Cerdà considerava il bisogno che le città siano fatte per le persone e pensava soprattutto ai problemi di salute, sia fisica sia mentale e sociale dei cittadini, la separazione tra edifici e la necessità che essi non superassero in altezza la larghezza delle strade in cui si trovano, giustificando questo con la necessità che il sole entri in tutte le strade senza che altri edifici lo impediscano. Arrivò così alla conclusione che le strade devono avere 20 metri di larghezza e che gli edifici non devono superare i 16 in altezza.

La larghezza degli edifici non doveva superare i 14 metri e le case dovevano avere vista sia sulla facciata anteriore sia su quella posteriore, questo unito alla larghezza delle strade avrebbe permesso una buona ventilazione e la presenza del sole in tutte le abitazioni, due questioni considerate vitali per la salute delle persone.

La città pianificata da Cerdà teneva in speciale considerazione lo svago, soprattutto ciò che riguardava i bisogni dei bambini e degli anziani, per questo motivo gli mwjqisolati (mwjgmanzanas), che lui immaginava quadrati, dovevano essere costruiti solo su due lati, lasciando gli altri due lati liberi per giardini; così i bambini e gli anziani non avrebbero dovuto spostarsi di molto per fare passeggiate e per uscire a giocare, inoltre sarebbero diminuiti i rischi di incidenti per i bambini che non avrebbero più dovuto attraversare le strade trafficate.

L'idea di salute sociale porta a progettare mwkaquartieri autosufficienti, nei quali sono presenti un grande parco, un mercato municipale e la distribuzione equilibrata di tutti i servizi.

Geometria dell'Eixample

La grande estensione del terreno che corrisponde all'espansione di Cerdà, dal mwlwMontjuïc fino al fiume mwmaBesòs e dai limiti della città medievale fino alle antiche cittadine vicine, è concepita come un reticolo regolare formato da viali longitudinali, separati da una distanza di 133,3 metri, la regolarità del reticolo prosegue per tutto il tracciato urbano, ed è giustificata non solo per dare uguaglianza tra le classi sociali, ma anche per facilitare il transito dei veicoli e delle persone, inoltre, trovandosi tutte le strade alla medesima distanza e non esistendo vie più comode di altre, il valore delle abitazioni rimarrà uguale per tutte.

Per quello che riguarda l'orientamento delle strade, queste in parte scorrono in direzione parallela al mare e altre in perpendicolare, questo rende possibile che i vertici dei quadrati coincidano con i punti cardinali e che ogni lato lungo tutta la giornata riceva luce diretta dal sole. Questo sottolinea una volta di più l'importanza del sole per il progettista.

Le strade generalmente sono larghe 20 metri, 10 dei quali costituiscono le carreggiate centrali e 5 per ogni lato sono destinati a marciapiedi; per necessità furono disegnate alcune vie più larghe, senza comunque alterare la regolarità del reticolo di mwnw133,3 m, per recuperare i metri necessari ridusse adeguatamente le dimensioni degli isolati attraversati da queste vie, la mwoaGran Via de les Corts Catalanes sotto la quale corre la metropolitana e il treno, il mwoqCarrer d'Aragó attraverso la quale per molti anni è passato il treno all'aria aperta.

Menzione speciale meritano il disegno del mwowPasseig de Gràcia e della mwpaRambla de Catalunya, dove con il fine di rispettare l'antica via per Gracia tracciò due vie consecutive di larghezza speciale dove in realtà seguendo il reticolo sarebbero dovute sorgere tre strade. Per rispettare l'antico tracciato, il Passeig de Gràcia non è esattamente parallelo al resto delle strade e questo fa sì che gli isolati esistenti tra le due vie citate siano quadrati, ma presentino molte irregolarità.

A tutto questo c'è da aggiungere la presenza di alcune strade che non seguono il tracciato reticolare e attraversano la zona in diagonale, come l'mwpgAvinguda Diagonal, l'mwpwAvinguda Meridiana, il Carrer Pere IV, e altre che furono tracciate rispettando la presenza delle antiche vie di comunicazione.

Geometria degli isolati

Le dimensioni degli isolati sono dati dalle distanze prima menzionate tra i viali longitudinali e la larghezza dei viali stessi. Gli isolati sono formati da quadrilateri di mwrg113,3 m per lato, tronchi sui vertici con uno smusso di mwrw15 m; gli isolati arrivano a una superficie di 1,24 mwsaettari, contrariamente alla credenza popolare che gli isolati siano della superficie esatta di 1 ettaro.

Cerdà giustificò lo smusso dei vertici degli isolati, per la visibilità che dava alla circolazione dei veicoli. La sua visione del futuro si dimostrò estremamente esatta, nei suoi scritti per definire i veicoli usa il termine di "locomotrici private", che un giorno si sarebbero mosse sulle strade e quindi intuiva già allora la necessità di grandi spazi.

Dentro lo spazio di ogni isolato, Cerdà concepì due forme di base per situare gli edifici, una presentava due blocchi paralleli situati ai lati opposti lasciando al suo interno un grande spazio rettangolare destinato a giardino, l'altra presentava due blocchi uniti a forma di "L" situati nei due lati contigui dell'isolato, lasciando nel resto un grande spazio quadrato destinato a giardino.

La successione degli isolati del primo tipo dava come risultato un grande giardino longitudinale che attraversava le strade e il raggruppamento di quattro isolati del secondo tipo, convenientemente disposti formavano un grande quadrato edificato attraverso due strade perpendicolari con i quattro giardini riuniti in uno unico.

Evoluzione degli isolati

A questo stato del progetto, ci si rese conto delle difficoltà di realizzazione, causate dalla popolazione di Barcellona, inoltre non tardarono a presentarsi attività speculative che cercavano di ottenere un maggiore spazio edificabile, la prima richiesta fu che se le strade erano larghe mwug20 m potevano aumentare la larghezza degli edifici a quella stessa misura, un'altra richiesta fu di occupare la zona centrale degli isolati con edifici bassi destinati, nella maggioranza dei casi a ospitare piccoli laboratori artigianali, così facendo sparirono la maggior parte dei giardini centrali, l'ultima operazione fu quella di chiudere gli isolati unendo tutti i lati e eliminando completamente i parchi creati.

Sembrava che il processo speculativo sarebbe finito con queste tre modifiche al progetto, ma un nuovo argomento si aggiunse nel tempo. Se le strade erano larghe 20 metri, non ci sarebbe stato nessun problema se gli edifici fossero stati alti 20 metri anziché 16, visto che stando il sole a 45° avrebbe comunque illuminato tutti gli edifici, questa argomentazione unita alla costruzione di tetti più bassi fece guadagnare ben due piani in altezza.

Tenendo in conto la stessa teoria, se si costruiva sopra l'edificio un ulteriore piano, spostato però dalla facciata tanto quanto è alto il piano, si sarebbe riuscito ad aumentare lo spazio costruito senza che l'ombra intaccasse gli altri edifici, in questa maniera oltre all'attico si iniziò a costruire un sopra-attico.

L'Eixample ieri e oggi

Qualche decennio dopo, agli inizi del mwwwXX secolo, l'Eixample divenne la culla del mwxaModernismo che ebbe mwxqAntoni Gaudí, mwxgLluís Domènech i Montaner e mwxwJosep Puig i Cadafalch come massimi esponenti. Oggi possiamo ammirare le più importanti opere moderniste nella zona dell'Eixample detta il mwyaQuadrat d'Or.

A dispetto e grazie al fatto che Cerdà concepì una città utopica, l'Eixample di oggi è estremamente viva, dopo 150 anni, agli inizi del mwygXXI secolo, l'Eixample continua a essere il cuore della Barcellona attuale e continua la sua costruzione visto che per un lungo periodo lo sviluppo reticolare si era fermato verso il fiume mwywBesós, nel distretto di mwzaSant Martí i terreni destinati all'Eixample furono occupati da industrie che per le loro caratteristiche necessitavano di spazi superiori a quelli di un isolato, impedendo così per anni di aprire le strade progettate.

L'ultimo grande impulso dell'ampliamento si ebbe a partire dal mwzg1986, quando Barcellona fu scelta per ospitare i mwzwGiochi olimpici del 1992, si costruì la mw0aVila Olímpica, rispettando il tracciato dell'Eixample, permettendo così dopo più di un secolo all'mw0qAvinguda Diagonal di arrivare al mare. Lo spostamento delle industrie fuori da Barcellona ha permesso poi di aprire le strade progettate molti anni fa e di urbanizzare nuove zone, in alcuni casi si stanno costruendo isolati con giardini molto simili a quelli dei progetti originali.

L'Eixample nella cultura di massa

La maglia di casa del mw1aBarcellona nella mw1qstagione 2019-2020 è ispirata all'Eixample.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Eixample
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Eixample

Collegamenti esterni

• (CA) Sito ufficiale, su ajuntament.barcelona.cat.
• citerefgec(CA) Eixample, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
• mw5gWeb de l'Eixample, su w3.bcn.es. URL consultato il 7 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2007).